Strano il modo in cui è entrata nella mia vita,penso mentre è davanti a me,col suo caffè,e i granelli sul tavolo verde smaltato.
Accarezzo uno dei graffi,nel silenzio più assoluto. Poi lei si alza,prende tazzina e cucchiaino,li lascia sul fondo del lavandino,lascia scorrere un secondo l’acqua,poi chiude il rubinetto,prende una spugna gialla e la passa lentamente sul tavolo. Vedo ancora i suoi occhi persi nel vuoto e sento ancora la voce febbrile e dolcissima che mi racconta “una delle sue”. La spugna torna nel lavandino,lei si gira,mette a posto la sedia. E’ una tortura. Un nodo stretto non riesce a sciogliersi,è una morte lentissima. Rimane ferma,poi mi guarda negli occhi e sorride. Fine.
In quella luce felice ritrovo per un attimo l’inizio e la fine di tutto,la risposta a un paio di domande irrisolte da sempre. Ma è un attimo,sparisce in fretta. Lei torna nella sua stanza. Read the rest of this entry »

I retaggi di una discreta educazione cattolica mi costringono a tentare un’altra volta il dialogo
con la divinità. Il pugno lancia i dadi liberandosi in palmo, poi silenzio, silenzio ancora…e pugno
ancora, ancor più stretto.
La conta delle spine necessita pazienza e dedizione. E’ un ciclico processo di natura masochista,
è la giostra dei dolori, la sua nenia incantatrice, loop catatonico, lisergico.
Ho scelto le parole, poche in realtà, oziose… Read the rest of this entry »

“Devi immaginare un po’,perché è difficile da capire. Una cucina onirica,con un tavolo enorme.”
”Cucina onirica…è una licenza poetica?”
”Non interrompermi per queste stupidaggini! Cucina onirica ha un senso,come visione febbrile di una cucina con un tavolo sproporzionato rispetto al resto,ok?”
”Ok.”
“Torniamo alla cucina. Cucina onirica abbiamo detto. Un tavolo verde di metallo e vetro,sproporzionato,enorme. Silenzio assordante,soltano il cucchiaino che tintinna contro le pareti di una tazza sbeccata. Al tavolo quasi del tutto immobile c’è un torero giovanissimo e vergine che fissa i suoi attrezzi da tortura e lascia girare il cucchiaino nella tazza. Perso nei pensieri blocca lo sguardo su quegli oggetti,ed è immobile. A questo punto lentissimo e liquido entra un toro tutto marrone che placido bruca le mattonelle verde acceso strafatto di minias. Read the rest of this entry »

“…e quando la Luna verrà si lascerà correre dietro

così la notte che scende porterà i dolci della mattina

con il sapore dell’uvaspina…”

                                                      Marmaja

 

 

Novembre: 2009
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