I retaggi di una discreta educazione cattolica mi costringono a tentare un’altra volta il dialogo
con la divinità. Il pugno lancia i dadi liberandosi in palmo, poi silenzio, silenzio ancora…e pugno
ancora, ancor più stretto.
La conta delle spine necessita pazienza e dedizione. E’ un ciclico processo di natura masochista,
è la giostra dei dolori, la sua nenia incantatrice, loop catatonico, lisergico.
Ho scelto le parole, poche in realtà, oziose…
Ho fatto mio il loro fascino di ambiguità, la loro imperfezione, babilonesi mammelle
gonfie di poesia.
Le linee poche, da un tratto tremante attratte hanno diviso, definito, cercato mani,
sfiorato pelle, preso nota…di sguardi, lacrime e odori.
Ho bestemmiato a labbra serrate, di omissioni ho colmato i giorni, di implumi ali le notti.
La conta delle spine è un po’ la conta dei tagli, dei graffi, delle
cicatrici in rilievo…Assuefazione, Afasia, Anossia.

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